RASSEGNA STAMPA

STAMPA NAZIONALE
IO DONNA

IO DONNA

I risultati sono molto incoraggianti, come racconta lo psichiatra e tossicologo Luigi Gallimberti della Fondazione Novella Fronda che ha ideato il metodo “ Abbiamo già trattato oltre mille casi e abbiamo informazioni dettagliate su quasi trecento pazienti. la terapia fa “dimenticare” la cocaina ai pazienti, rendendo loro meno faticoso rinunciarvi, inoltre consente al cervello di riattivare le funzioni della corteccia prefrontale (l’area dove risiedono la capacità di giudizio e altre funzioni superiori, ndr) che erano state depresse dalla sostanza. Il 28 per cento dei pazienti dopo un anno non ha mai ricominciato a usare cocaina; nello stesso periodo chi l’ha ripresa ha diminuito la quantità col trascorrere dei mesi, passando da 6-7 grammi la settimana prima della TMS a un grammo al mese, un anno dopo». La terapia è disponibile a Padova, Milano e Roma…”

IL CORRIERE DELLA SERA

IL CORRIERE DELLA SERA

La storia della TMS applicata per trattare le dipendenze nasce nel 2013, quando Gallimberti legge un articolo che spiega come è stata ottenuta la remissione dalla dipendenza da cocaina nei ratti, utilizzando però una tecnica invasiva. Lo psichiatra decide di tentare l’applicazione dello stesso principio sulle persone, usando però le onde magnetiche (non invasive) emesse dalla TMS «Ogni patologia caratterizzata da compulsione può essere ben trattata con questa tecnica – risponde Gallimberti. Pare che la dipendenza alteri dei circuiti cerebrali, spingendo le persone a cercare compulsivamente la droga, e che la TMS possa ripristinare il normale funzionamento dei circuiti danneggiati, rimettendo sotto controllo il desiderio della cocaina».

Il magnetismo che uccide la cocaina

Le affermazioni del Corriere della sera non hanno bisogno di ulteriori commenti: “Altro che buone notizie. Se si arriverà ad un utilizzo realisticamente ampio ed efficace di questa nuova metodologia, il mondo oscuro e impenetrabile delle tossicodipendenze potrebbe diventare decisamente più roseo e luminoso di quanto mai si sia osato sperare”.

REPUBBLICA

REPUBBLICA

Da quel momento la notizia viene ripresa da vari quotidiani nazionali. La Repubblica ad esempio racconta la storia di Beatrice, nome di fantasia, che aveva 15 anni quando ha iniziato con la cocaina. Ha fatto girare tutta la sua vita attorno a quella che lei chiama “la sostanza”, fino a quando, dopo numerosi tentativi fallimentari, ha tentato l’ultima strada rimasta: quella della stimolazione magnetica transcranica (TMS). Il risultato è stato al di là delle aspettative: dopo un ciclo di trattamento, semplicemente, non aveva più voglia di cocaina.
La donna è stata la prima persona curata dallo psichiatra e tossicologo Luigi Gallimberti con questo nuovo protocollo in grado di ottenere risultati mai raggiunti con i rimedi classici (farmaci, psicoterapia, comunità).

Mini-scosse al cervello per vincere la dipendenza da cocaina

Oltre a riferire ii risultati raggiunti dal team di Gallimberti la Repubblica si sofferma sulle evidenze che tali risultati sembrano persistere nel tempo: “I pazienti dello studio sono stati seguiti dai ricercatori fino ad oltre un anno, e i miglioramenti sembrano mantenersi nel tempo”.

FONDAZIONE UMBERTO VERONESI

FONDAZIONE UMBERTO VERONESI

Nel descrivere i risultati ottenuti sui pazienti dipendenti da cocaina la Fondazione cita le parole del Prof. Walter Ricciardi, quand’era presidente dell’Istituto Superiore di sanità: «il segno della ricerca italiana che coniuga etica e salute e ha un valore enorme sia per gli individui sia per la collettività».

LIBERO

LIBERO

Sulla stessa scia si colloca un lavoro pubblicato dal giornale Libero: “Ora in Italia c’è qualcosa che sta stravolgendo i metodi di cura della dipendenza da cocaina: la Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva.”

LINKIESTA

LINKIESTA

La storia di Stefano, nome di fantasia con cui il sito chiama un dipendente da cocaina di Padova viene così sintetizzata utilizzando le sue parole: “Non potevo resistere più di due giorni senza droga, cosi quando ha letto di un nuovo e insolito metodo per trattare i tossicodipendenti ha pensato che non avevo nulla da perdere” e i risultati furono ben superiori all’attesa!”

IL MESSAGGERO

IL MESSAGGERO

Anche il Messaggero riferisce del riconoscimento tributato da Walter Ricciardi a Luigi Gallimberti e ai ricercatori da lui guidati. «Questi importanti risultati, messi a disposizione con passione e generosità dai ricercatori a tutta la comunità scientifica internazionale, sono il segno della ricerca italiana che coniuga etica e salute e sono la prova di un impegno i cui effetti hanno un valore enorme sia per gli individui sia per la collettività…Questo studio ci assegna inoltre un ruolo importante nel panorama internazionale, come mostra anche l’entusiasmo riservato dai Nih americani alla pubblicazione di questa nuova metodica di disassuefazione»

IL GIORNALE

IL GIORNALE

Anche il Giornale descrive l’efficacia, sul trattamento della dipendenza da cocaina, di quelle che definisce le “mini-scosse”.

QUOTIDIANO SANITA’

QUOTIDIANO SANITA’

Tale quotidiano riporta l’efficacia del metodo rTMS descrivendo i risultati del lavoro pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology.

PADOVA OGGI

PADOVA OGGI

Fino ad oggi non esistono cure farmacologiche per superare la dipendenza, ma solo farmaci in grado di alleviarne i sintomi, come depressione, ansia e insonnia. Questa ricerca ha voluto dimostrare – anche se i risultati preliminari andranno confermati e approfonditi con ulteriori sperimentazioni – come sottoporsi regolarmente a rTms (Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) possa ridurre l’uso di tale sostanza.

IL MATTINO di PADOVA

Anche la stampa locale riferisce dei risultati ottenuti dal team di Gallimberti: “L’aspetto rivoluzionario della sperimentazione si fonda sul fatto che un trattamento medico (senza l’uso di farmaci) possa far superare il problema della droga. Per il team di ricerca, dunque, la dipendenza da cocaina ha basi neurobiologiche e può essere affrontata intervenendo sulla corteccia prefrontale (sede delle attività cognitive superiori e ipoattiva nel cocainomane).”

FOCUS

FOCUS

La dipendenza da crack e cocaina può essere vinta in modo definitivo con la stimolazione magnetica, un metodo efficace ed economico che potrebbe risolvere anche altre dipendenze.
«Potremmo avere tra le mani una delle più importanti scoperte terapeutiche nel campo delle dipendenze, della quale potrebbero beneficiare milioni di persone», è la terapia rapida, indolore, ed efficace, che sembra persistere nel tempo, della dipendenza da cocaina e da crack. Come dire, la soluzione del problema per il 70% dei circa 500 mila italiani cocainomani.

ANSA

ANSA

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi si congratula con i ricercatori guidati da Luigi Gallimberti che hanno individuato: ”un trattamento efficace, sicuro e non invasivo per ridurre la dipendenza da cocaina”. Lo studio pilota realizzato su 32 pazienti illustra come degli impulsi magnetici indirizzati al cervello dall’esterno – in modo non invasivo e indolore attraverso la stimolazione magnetica transcranica – possono cancellare la dipendenza da cocaina. “Questi importanti risultati, messi a disposizione con passione e generosità dai ricercatori a tutta la comunità scientifica internazionale, sono il segno della ricerca italiana che coniuga etica e salute e sono la prova di un impegno i cui effetti hanno un valore enorme sia per gli individui sia per la collettività - precisa Ricciardi- questo studio ci assegna, inoltre, – precisa Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – un ruolo importante nel panorama internazionale come mostra anche l’entusiasmo riservato dagli NIH americani alla pubblicazione di questa nuova metodica di disassuefazione”.

Il trattamento, appena scoperto, sarebbe il primo al mondo effettivamente in grado di ridurre la dipendenza da cocaina targato Italia.

IL FATTO QUOTIDIANO

IL FATTO QUOTIDIANO

Utilizzare mini-scosse al cervello per sconfiggere la dipendenza da cocaina. E’ quanto rivela uno studio pilota targato Italia pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology, che viene descritto a grandi linee all’interno dell’articolo.

STAMPA ESTERA
SCIENCE

SCIENCE

La prestigiosa rivista Science riferisce dei risultati ottenuti dallo studio Gallimberti & partners attraverso un’intervista fatta al paziente dipendente da crack, chiamato con il nome di fantasia di Luca Rossi.
Il medico italiano Luigi Gallimberti - continua la rivista - uno dei maggiori esperti nazionali in materia gli propone un trattamento sperimentato nel lavoro di Terraneo et al, da poco pubblicato, che porta il paziente a sospendere, senza particolare difficoltà, l’uso di crack.

NATIONAL GEOGRAPHIC

NATIONAL GEOGRAPHIC

Nello stesso periodo la scoperta del nuovo trattamento per la dipendenza da cocaina viene ripresa dal National Geographic, e lanciato in oltre 23 lingue in molti paesi del mondo. Nell’edizione italiana si legge: “La buona notizia arriva dall’Italia. E precisamente da Padova, dove un gruppo di studiosi sta sperimentando una tecnica di stimolazione cerebrale che sembra dare risultati promettenti. Chi vi si sottopone non solo si libera della dipendenza, ma soprattutto non ci ricade. E questo schiude una speranza a milioni di persone che mettono a rischio la propria vita”

US NEWS

US NEWS

“Questa scoperta convalida l’ipotesi che la dipendenza da cocaina e l’addiction nel suo complesso vada considerata un processo biologico e non una debolezza di carattere. …si tratta di un “brain disease”, in quanto le sostanze in realtà modificano il cervello -sia la sua struttura sia il suo funzionamento- e questi cambiamenti possono durare nel tempo”, rendendo l’addiction “una malattia cronica soggetta a ricadute” secondo la più accreditata definizione internazionale.

NBC NEWS

Una stimolazione cerebrale approvata per il trattamento della depressione sembra essersi rivelata efficace per il trattamento della dipendenza da cocaina. Uno studio pubblicato sul journal Neuropsychopharmacology afferma che in circa il 70% dei pazienti trattati con TMS riferiscono un crollo del craving per la cocaina. Si tratta di un piccolo campione di 32 pazienti, una sperimentazione in aperto e non in cieco, metà del campione trattato con farmaci e l’altra con TMS. I risultati, molto incoraggianti, sembrano persistere nel tempo.

MIT TECHNOLOGY REVIEW

MIT TECHNOLOGY REVIEW

“Stefano, un uomo di 46 anni, era un dipendente da cocaina che viveva in Italia, a Padova Stefano. Egli era ormai rassegnato al fatto che, se non cambiavano le sue abitudini al consumo di cocaina, sarebbe morto. Ormai non riusciva a rimanere più di due giorni senza assumerla. Così quando venne a sapere dello studio condotto da un Gruppo di ricercatori padovani, una tecnica chiamata TMS in grado di ridurre i craving per la cocaina, decise di sottomettersi al trattamento non avendo ormai più nulla da perdere.” Egli riferì, poco dopo aver iniziato il trattamento, di provare con grande stupore un improvviso crollo della sua voglia per la sostanza. Stefano, raggiunto telefonicamente da un giornalista del MIT Technology Review affermò: “Per me è stata una sensazione nuova. Avere soldi in tasca e non usarli per comprare cocaina è per me incredibile. Tutte le persone hanno notato il mio cambiamento”. 

NATURE

NATURE

Poco dopo la pubblicazione dei risultati ottenuti sull’uomo affetto da dipendenza da cocaina dal gruppo di ricercatori coordinato da Luigi Gallimberti, Karl Deisserroth, psichiatra, bioingegnere a Stanford e scopritore dell’optogenetica, pubblica nel 2016 su Nature Neuroscience un lavoro quasi interamente dedicato a commentare i risultati illustrati nel lavoro di Terraneo et al. Tale lavoro viene considerato il primo esempio di ricerca transizionale, quella ricerca che consente di trasferire i risultati ottenuti nell’animale di laboratorio all’uomo. Per farlo, egli si avvale della figura che abbiamo riportato e nella quale si vede quanto siano simili ii risultati ottenuti nel ratto con l’optogenetica e nell’uomo con la TMS, non solo per quanto riguarda l’attivazione degli stessi neurocircuiti ma anche la riduzione, dopo stimolazione, dell’assunzione di cocaina in entrambe le specie di mammiferi.

Brain therapies