Relazione XVII Seminario internazionale interdisciplinare CISAT di Psicologia, Psicoterapia e Letteratura

11 – 12 LUGLIO 2020

Tra cervello e mente, tra arte e psicoterapia

Luigi Gallimberti, Silvia Soldatesca, Fulvio Tagliagambe

Dall’antica Grecia fino dall’inizio del secolo scorso, la  medicina faceva parte delle scienze umanistiche ed era praticata da un unico uomo di scienza, spesso un filosofo. Negli ultimi due secoli scienze esatte e scienze umanistiche hanno cominciato a separarsi e la medicina è entrata a far parte   delle materie scientifiche. Ma anche oggi, il confine tra scienza e umanesimo non è così netto come si vuol fare credere. In particolare, la psichiatria rimanda in maniera importante all’antica concezione unitaria.

Il seminario della CISAT rappresenta un richiamo forte, almeno sotto il profilo culturale, a recuperare in parte quell’antica unità. La nostra relazione vuole dare un contributo in quella direzione, portando due casi clinici, quello di un grande scrittore, Ottiero Ottieri, e di una cantante abbastanza famosa, L.. Entrambi i pazienti stavano perdendo, forse irrimediabilmente,  le loro capacità artistiche a causa di una dipendenza. Tali capacità sono riapparse grazie ad un intervento integrato tra strumenti rivolti a riparare il cervello (farmaci, Stimolazione magnetica transcranica) e l’uso raffinato della parola come forma di terapia proponendo, non solo un modo innovativo di cura delle dipendenze ma anche un invito a  recuperare l’antica modalità olistica di presa in carico dei pazienti.