DIPENDENZE DA SOSTANZE E COMPORTAMENTALI

Contrariamente a quanto si pensa la dipendenze, sia da sostanza (alcol, cocaina, eroina ecc) sia comportamentali (gioco d’azzardo, dipendenza da Internet o da Smartphone) sono prima di tutto un disturbo neurologico, che interessa il cervello, e non psicologico, che interesserebbe invece la mente. 

Le dipendenze sono un fenomeno ormai così diffuso che, nel 2017, solo in Europa, oltre un milione di persone hanno chiesto aiuto per cercare di uscire dal circolo vizioso rappresentato dalla dipendenza.

DIPENDENZA DA SOSTANZE E COMPORTAMENTALI

1) La dipendenza da sostanze ha una grande diffusione

Il disturbo da uso di sostanze (DUS) rappresenta un problema sanitario significativo. In Europa, nel corso del 2016 più di 1,3 milioni di persone sono state sottoposte a trattamento per il consumo di sostanze illecite.

2) Le evidenze scientifiche dicono che si tratta di malattia neurologica
Le lesioni funzionali che provoca la dipendenza permangono, anche se si smette di assumere sostanze. Chi ne soffre presenta una compromissione delle funzioni cognitive, Numerosi studi hanno chiarito che una delle caratteristiche fondamentali alla base del disturbo da uso di sostanze è un cambiamento a livello dei circuiti cerebrali del sistema della gratificazione e ricompensa, che può persistere anche dopo la disintossicazione. Infatti, è stato dimostrato che gli individui con DUS, rispetto agli individui sani, hanno delle alterazioni del sistema dell’attenzione, della memoria di lavoro e dei meccanismi di ricompensa e del controllo delle azioni volontarie, quali una ridotta inibizione delle risposte volontarie e compromissione nel monitoraggio degli errori delle capacità affettive e un’alterazione dei comportamenti con un impatto sfavorevole sulla qualità di vita dei soggetti affetti e dei caregivers (italiano).

3) Principali aree cerebrali coinvolte
Questi processi dipendono infatti dal corretto funzionamento di alcune aree cerebrali. Nei pazienti con dipendenza da sostanze risultano alterate varie aree cerebrali: la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC), la corteccia cingolata anteriore (ACC), il giro frontale inferiore (IFG), la corteccia orbitofrontale (OFC), lo striato, l’ippocampo, l’amigdala basolaterale e l’insula.

4) Principali neurotrasmettitori coinvolti
I neurotrasmettitori sono delle molecole che permettono alle informazioni di viaggiare nel cervello alla strabiliante velocita di circa 11 milioni di passaggi al secondo. In un cervello è sano l’informazione lo attraversa in ogni angolo, anche il più remoto. Quando si sviluppa iuna dipendenza invece il passaggio di informazioni viene compromesso, con conseguenze che possono essere devastanti. Il corretto funzionamento delle aree cerebrali di cui sopra si basa sull’attività di numerosi sistemi neurotrasmettitoriali, il più importante dei quali è rappresentato dalla dopamina (DA). È ben noto che l’uso cronico di sostanze di abuso determina alterazioni dei processi neurobiologici mediati dalla DA e che sono alla base dei comportamenti aberranti e dei disturbi cognitivi dei soggetti affetti.
In particolare, l’uso cronico di sostanze, ma anche l’insorgenza di dipendenze senza che sia necessario assumere sostanze, come ne caso del gioco d’azzardo ed altre, influenza il rilascio di DA a livello del circuito meso-cortico-limbico (MCL) Il circuito MCL, a sua volta, modula l’attività di aree cerebrali, quali DLPFC, ACC, IFG, OFC, striato, ippocampo, amigdala basolaterale e insula, regola i processi alla base della ricompensa, del controllo esecutivo delle azioni, dei fenomeni patologici di dipendenza e di craving.
Studi di neuroimaging e di neurofisiologia hanno dimostrato che soggetti affetti da DUS e individui sani presentano differenze nell’attivazione di queste aree cerebrali ed è stato quindi ipotizzato che esse possano rappresentare un target per un possibile intervento terapeutico di neuromodulazione. E’ ad esempio questo l’intervento che la Fondazione Novella Fronda fa di regola a tutti i dipendente da cocaina da oltre 5 anni.

COCAINA

1) Qualche informazione sulla pianta della cocaina
La cocaina appartiene alla classe farmacologica degli psicostimolanti. Erytrhroxylon coca è il nome scientifico dell’arbusto, che cresce nelle regioni umide delle Ande, da cui viene estratta la tale sostanza. Lo troviamo anche in certe zone della giungla amazzonica, in Perù, in Cile e in Bolivia e in molte altre zone subtropicali, se abbastanza umide e piovose. Un arbusto di coca può fornire più raccolti all’anno e ha una vita media di circa quarant’anni. Le foglie della pianta vengono essiccate e triturate e poi, attraverso un complicato procedimento di estrazione mediante l’impiego di vari solventi chimici, viene estratto l’alcaloide cocaina.

2) Le vie attraverso cui si assume la cocaina
L’uomo ha facoltà di assumerla attraverso tre diverse modalità: per via endonasale (sniffing), la modalità più diffusa, per via endovenosa o fumandola sotto forma di crack.
Il crack è una forma di cocaina in cristalli che può essere riscaldata e i cui vapori possono essere inalati. Per ottenere la free base è necessario sottoporre la polvere di cocaina a un processo di trasformazione chimica mediante l’uso di additivi, quali bicarbonato di sodio o ammoniaca, che liberano la sostanza dal taglio e trasformano la polvere in cristalli. Questi cristalli vanno posti nel braciere di apposite pipette che possono avere diverse forme e dimensioni. I cristalli di crack disposti sul braciere vengono riscaldati dal contatto con una fiamma, mentre il consumatore all’altra estremità del tubo aspira l’aria e con essa i fumi derivati dalla combustione dei cristalli.
Il nome crack deriva proprio dal caratteristico rumore che la sostanza fa quando brucia nel braciere.

3) Come la cocaina agisce sul cervello
La cocaina agisce principalmente aumentando la quantità di neurotrasmettitori che attivano i neuroni, in particolare la dopamina che agisce sui sistemi della gratificazione e del piacere.
Gli effetti che conseguono l’utilizzo di cocaina possono essere distinti in effetti a breve termine e a lungo termine. La durata di tali effetti dipende dalla modalità di assunzione; rapidi qundo assunta per via endovenosa o fumando crack, più lenti se la polvere di cocaina è assunta per via endonasale.

4) Quali effetti produce sul cervello?
I principali effetti a breve termine sono: euforia, sensazione di benessere, sicurezza di sé, aumento dell’energia mentale e fisica, riduzione della fatica, aumento del desiderio sessuale, insonnia e perdita dell’appetito.
Tra gli effetti neuropsichiatrici più importanti sono da menzionare:

  • Aumento della reattività fisica e mentale
  • Distorsione cognitiva e delle capacità recettive
  • Sensazione di aumento delle percezioni
  • Riduzione dello stimolo di addormentamento, della fame e della sete
  • Euforia
  • Maggiore socievolezza
  • Infaticabilità

5) Quali effetti produce sul corpo
A livello sistemico la cocaina in quanto causa vasocostrizione e anestesia locale. Se inalata può causare riniti e infiammazioni della mucosa nasale, e nei casi più gravi portare ad una perforazione del setto nasale e alla distruzione dell’intera cartilagine nasale. A livello cardiocircolatorio causa un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, e possibili fenomeni di vasospasmo.
L’uso prolungato di cocaina si associa ad una progressiva tolleranza alla cocaina stessa; ne consegue la necessità di assumere quantità progressivamente maggiori, per poter ottenere gli stessi effetti delle prime esperienze. Un uso cronico porta a effetti ancora più marcati e potenzialmente pericolosi per la salute: ad esempio l’assenza di fame può condurre alla malnutrizione, mentre l’assenza di sonno alla psicosi e alle allucinazioni. Inoltre, la necessità di assumere dosi sempre crescenti, può portare il soggetto anche ad atti di aggressività, potenzialmente letali, rivolti verso se stesso e verso altri.
L’uso cronico di cocaina espone ad un elevato rischio di aterosclerosi, trombosi, infarto miocardico, ipertensione arteriosa, disfunzioni sessuali. A tal proposito è diffuso il concetto errato che la cocaina aumenta la potenza sessuale. E’ verso esattamente il conrario. Essendo un vaso costrittore arriva meno sangue al pene, che riduce l’intensità dell’erezione. E’ vero invece che l’assuntore si sente invaso da molte fantasie sessuali. Sono quelle ad essere scambiate per aumento della potenza sessuale.
Il sovradosaggio di cocaina può portare allo sviluppo di tremori, labilità emotiva, irrequietezza, irritabilità, paranoie, comportamenti stereotipati e ripetitivi. Dosi maggiori possono mettere a serio repentaglio la vita dell’individuo per l’aumentato rischio di sviluppare allucinazioni, ipertensione arteriosa, tachicardia, ipertermia, depressione respiratoria, scompenso cardiaco, convulsioni e ictus cerebrale.

ALCOL

1) Qualche nozione di farmacologia dell’alcol.

L’alcol etilico, o etanolo, è una sostanza liquida a temperatura ambiente che si produce per la fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. È uno dei principali componenti delle bevande alcoliche che è presente in esse a percentuali variabili, essendo solitamente inferiori al 10% nelle birre, nei vini in percentuali comprese tra il 5 e il 20% (12% tenore medio), nei liquori e negli amari in percentuali dal 20 al 40%. La componente alcolica può arrivare anche al 70% nei distillati. Negli aperitivi alcolici le percentuali possono variare molto sulla base delle bevande alcoliche utilizzate.
L’etanolo, dopo essere ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea (che, per l’organismo umano, ammonta a circa 0,55 l/kg). Il metabolismo comincia già nello stomaco a opera dell’enzima alcol deidrogenasi (ADH) gastrica, ma per lo più avviene nel fegato per opera di una serie di reazioni di ossidazione.
Uno dei meccanismi di azione di questa sostanza sul sistema nervoso centrale (SNC) è l’aumento dell’inibizione mediata dal GABA, principale aminoacido inibitorio del sistema nervoso centrale, determinando un effetto depressivo e ansiolitico e provocando disinibizione comportamentale. E’ noto agli specialisti che gran parte dei tentativi di suicidio e dei suicidi avviene in uno stato di intossicazione alcolica.
I sintomi di intossicazione acuta da etanolo più noti sono un eloquio indistinto, incoordinazione muscolare motoria e umore labile, con atteggiamenti alternati di aggressività, sottomissione, euforia, malinconia.

2) Quando l’effetto dell’assunzione di alcol diviene tossico?

La dose tossica di etanolo può variare da individuo a individuo, per età, sesso, popolazione, alimentazione, malattie e assuefazione. In funzione della quantità di alcol misurata in grammi per litro di sangue (g/l) si possono riscontrare i seguenti effetti:

  • Fino a 0,2 g/l nella donna e fino a 0,4 g/l nell’uomo non si rileva significativo cambiamento del comportamento;
  • 0,5 g/l è l’attuale limite di alcolemia secondo il Codice stradale italiano: al di sopra di questo livello ematico le prestazioni intellettuali, motorie e sensoriali dei soggetti sono ridotte, senza che essi se ne rendano conto;
  • 0,8 g/l: si osserva la presenza di euforia o disforia, estroversione o timidezza. Le capacità di concentrazione e di giudizio sono compromesse e la probabilità di incidenti stradali aumenta di circa 4 volte;
  • Oltre i 1,5 g/l si riscontrano i seguenti sintomi: difficoltà a mantenere l’equilibrio, andatura irregolare e scoordinata, nausea, tachicardia, eloquio difficoltoso, visione doppia, sonnolenza, marcate alterazioni dell’umore; aumento in circa 25 volte delle probabilità di incidenti stradali;
  • Al di sopra di 2,5 g/l si presenta stato di coscienza alterato (stupor), respiro pesante, perdita di tono muscolare, indifferenza all’ambiente circostante, immobilità, mutacismo e assenza di reazione agli stimoli esterni alternato con fasi di eloquio incoerente o aggressività, vomito;
  • Con circa 4 g/l si manifesta incoscienza e coma;
  • Più di 5 g/l producono la depressione dei centri respiratori e conseguente morte.

 

3) Quali le conseguenze per il corpo di un’assunzione eccessiva di alcol?

Oltre agli effetti sopra riportati in seguito ad un’intossicazione etilica acuta, l’assunzione cronica di quantità elevate di bevande alcoliche ha numerose conseguenze sistemiche.

A livello cardiaco, provoca aritmie e deprime la contrattilità del muscolo cardiaco, portando a lungo termine a una cardiomiopatia.
L’ingestione di etanolo può inoltre, compromettere l’apparato circolatorio, inducendo una vasodilatazione cutanea e un aumento del flusso sanguigno nello stomaco e provocando una perdita di calore che fa diminuire la temperatura corporea, aumentando il rischio di morte per ipotermia.
L’uso cronico ed eccessivo di alcol porta anche ad alterazioni nel sistema gastroenterico (per citarne alcuni, malassorbimento intestinale, diarrea, danno pancreatico ed epatico).
Per quando riguarda l’apparato genitale (es. impotenza nell’uomo e alterazioni nel ciclo mestruale nella donna), ed è un fattore di rischio per una vasta gamma di tumori.
Un elevata cronica, grave, assunzione di alcol etilico può generare danni cerebrali irreversibili che causano sindromi neurologiche di tipo degenerativo come la Sindrome di Wernicke o la Sindrome di Korsakoff.


4) Quando di può definire una persona dipendente dall’alcol (DUA)?

L’aspetto comportamentale che può di per se stesso definire la dipendenza da alcol è la perdita di controllo sulla quantità assunta, nonostante gli sforzi compiuti per controllare tale quantità. Le modificazioni neurologiche che provocano tale dipendenza, per quanto strano possa sembrare, non sono ancora state individuate con certezza da parte di clinici e scienziati.
Allo stato attuale delle conoscenze non esistono cure che possano riportare il paziente a mettere soto il controllo della propria volontà l’alcol.
Un condizione che frequentemente precede la dipendenza è l’abuso. Si tratta di un uso eccessivo di alcol, anche molto pericoloso, sotto vari profili c he però, adiffenza della dipendenza, il soggetto può riportare con la propria voontà ad un uso adeguato, sociale e non pericoloso. Tutte le patologie descritte al punto 3. Possono interessare sia gli abusatori sia i dipendenti.

5) Che cosa si intende per aumentata tolleranza all’alcol?

La tolleranza all’alcol può definirsi in base a due fattori. Da una parte, un bisogno di quantità marcatamente aumentate per ottenere l’intossicazione o l’effetto desiderato. E dall’altra, una marcata diminuzione dell’effetto con l’uso continuato della stessa quantità di alcol.

6) Che cosa si intende per craving verso l’alcol?

Il craving per l’alcol è indicato da un forte desiderio o spinta di bere che rende difficile pensare a qualsiasi altra cosa e che si risolve frequentemente cominciando a bere.


7) Che cosa si intende per sindrome di astinenza dall’alcol?

L’astinenza da alcol si caratterizza per la presenza di una sindrome che insorge solitamente tra le 24 e le 72 ore di astinenza totale dall’alcol. Ovviamente se tale astinenza è provocata da un incidente stradale e conseguente ricovero può essere pericoloso per il paziente non diagnosticarla tempestivamente.
Questa sindrome comprende sintomi via via sempre più gravi che partendo da un eccesso di sudorazione, di tremori diffusi e di aumento della frequenza cardiaca può arrivare fino a insonnia, nausea o vomito, transitorie allucinazioni o illusioni visive, tattili o uditive, agitazione psicomotoria, ansia e perfino, crisi convulsive generalizzate di tipo tonico-clonico, cioè simil-epilettiche.

USO PROBLEMATICO DELLE NUOVE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

1) Diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) quali computer, internet o cellulari hanno acquisito un ruolo centrale nella vita quotidiana degli adolescenti (3). Indagini condotte in diversi paesi hanno riscontrato tassi di utilizzo di cellulari nella adolescenza precoce che vanno dal 76 al 99,4 % (4). Con l’incremento nell’utilizzo di questi device, sono anche aumentati i problemi legati ad uso eccessivo di cellulari in questa fascia di età. Infatti, diversi studi condotti su adolescenti che frequentano la scuola superiore hanno riportato dei tassi di prevalenza superiori al 6 % (3,5,6).

2) Quando possiamo affermare che l’uso di tecnologie è problematico?

Sebbene sia stato suggerito che l’uso problematico di cellulari possa essere di per sé un comportamento a rischio negli adolescenti (6), pochi studi hanno esaminato i fattori rischio correlati a tale comportamento problematico considerando i domini già evidenziati come fattori di rischio per altre forme di dipendenza o abuso di sostanze come fattori socio-demografici, familiari, di personalità e comportamentali (7) .

3) Alcuni dati relativi agli studi della Fondazione

Data la scarsità di lavori scientifici in quest’ambito la Fondazione di esaminare se esisteva un’ associazione tra abuso di sostanze e uso problematico dei cellulari da parte dei giovani adolescenti. A tal fine, durante l’anno scolastico 2014-2015, venne condotta un’indagine epidemiologica su 1156 studenti di scuole secondarie di primo grado di Padova (di età compresa tra 11 e 13 anni) partecipanti ad un progetto di prevenzione sui comportamenti di abuso, somministrando un questionario con domande riguardanti domini noti per essere associati a fattori di rischio per la salute (7), inserendo tra queste una scala di valutazione sull’utilizzo problematico di cellulari e diverse questioni relative all’uso di sostanze quali alcol, sigarette, Energy drinks e marijuana.
Dall’analisi dei dati emerse che la proporzione di soggetti che riportarono sintomatologia compatibile con un utilizzo problematico di cellulari aumentò con l’età nelle ragazze (13.5 % in prima media, 16.4 % in seconda media, e 19.5 % in terza media), ma non nei ragazzi (14.3 % in prima media, 18.0 % in seconda media, e 14.8 % in terza media). Inoltre, nei soggetti del nostro campione il fatto di essersi ubriacato almeno una volta nella vita e di fare uso di Energy drinks aumentò la probabilità di riportare un utilizzo problematico del cellulare, mentre l’abitudine di leggere libri, voti scolastici alti ed un maggior numero di ore sonno diminuirono tale probabilità.
Pertanto, da tali riscontri si può concludere che l’uso problematico di cellulari è diffuso nella adolescenza precoce e che la probabilità di riportare problemi nell’utilizzo di tali device è maggiore nei giovani a rischio per altri comportamenti di abuso di sostanze


4) Un altro studio della Fondazione ha riguardato i videogiochi

Giocare ai videogiochi è diventato un passatempo molto popolare tra gli adolescenti e la quantità di tempo libero trascorsa giocando continua ad aumentare. Infatti, alcuni studi hanno riportato che più del 85% dei ragazzi tra gli 11 e 13 di età gioca ai videogiochi almeno una volta al giorno (8). Questo aumento ha comportato un incremento nella prevalenza dell’uso problematico dei videogiochi, con alcune indagini riportando tassi di adolescenti con questo tipo di problemi vicini al 18% (9). Inoltre, in una popolazione particolarmente vulnerabile come quella adolescente l’utilizzo eccessivo dei videogiochi potrebbe avere effetti negativi sul rendimento scolastico, lavorativo e sociale degli individui (10) ed associarsi all’uso di sostanze (11).

Pertanto, l’obiettivo dello studio della fondazione fu quello di verificare l’associazione tra l’utilizzo eccessivo dei videogiochi e l’uso sostanza in giovani adolescenti. Venne quindi condotta un’indagine epidemiologica su un campione di più di 1000 studenti di scuole medie di primo grado di Padova (11-13 anni di età) che durante l’anno scolastico 2014-2015 frequentarono un programma di prevenzione ai comportamenti di abuso. Si somministrò un questionario sui possibili comportamenti di abuso e i fattori di rischio associati, riscontrandosi che la proporzione dei ragazzi maschi che riportarono la presenza di alcun comportamento indicativo di uso problematico di videogiochi fu superiore al 20% mentre nelle ragazze tale percentuale non arrivò al 9%. Inoltre, nei soggetti del nostro campione, l’aver abusato di alcolici almeno una volta nella vita, l’uso combinato di alcol ed Energy drinks ed una maggior tendenza a non rispettare le regole aumentarono la probabilità di riportare un uso eccessivo di videogiochi mentre avere una maggior facilità per parlare con i propri genitori, il genere e comportamenti salutari come fare sport o mangiare frutta e verdura ressero meno probabile tali condotte eccessive. Questi risultati mettono in evidenza che come con l’uso eccessivo di cellulari, un utilizzo problematico dei videogiochi è più probabile nei giovani a rischio per altri comportamenti di abuso di sostanze.


5) Lo studio della Fondazione sul gioco d’azzardo

Studi recenti hanno rivelato che una percentuale tra il 60 e il 80% di adolescenti riferisce essere stata coinvolta in qualche tipo di gioco d’azzardo durante lo scorso anno (12–14). Questo è particolarmente rilevante poiché indagini precedenti condotte su soggetti nella tarda adolescenza suggeriscono un’associazione tra il livello di coinvolgimento nel gioco d’azzardo e vulnerabilità al disturbo da uso di sostanze (15). Considerando che un esordio precoce nella sperimentazione con questo tipo di attività può determinare problemi comportamentali più gravi in età adulta (16), lo scopo di questo studio fu quello di valutare la frequenza della sperimentazione con il gioco d’azzardo e l’associazione tra questa ed il consumo di alcol, sigarette ed Energy drinks in giovani adolescenti (11-13 anni di età). Per fare ciò, durante l’anno scolastico 2013-2014, venne somministrato un questionario relativo ai comportamenti di abuso, alle abitudini e altri fattori di rischio ad esso associati a 1325 studenti provenienti da scuole secondarie di primo grado di Padova e che partecipavano nel loro centro educativo ad un progetto di prevenzione delle dipendenze comportamentali e da uso di sostanze. Si riscontrò che circa il 35% dei soggetti del nostro campione riferiva alcun tipo coinvolgimento nel gioco d’azzardo e in più, che tale coinvolgimento rese più alta la probabilità di essere consumatori regolari (almeno una volta al mese) di sostanze come alcol, sigarette o Energy drinks.

6) Considerazioni conclusive

Da tali risultati si evince pertanto che il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso nei giovani adolescenti e che è associato con altri comportamenti rischiosi per la salute come l’uso di sostanze.
Dunque, l’evidenza fornita dagli studi sopra descritti suggerisce che comportamenti problematici come l’uso eccessivo dei nuovi device tecnologici e la sperimentazione con il gioco d’azzardo dovrebbero essere oggetto di sforzi preventivi già durante prima adolescenza.